Storie

ANTHEA

Era un caldo giorno d’estate, quando un forte fascio di luce illuminò il viso della piccola Anthea e il bellissimo campo di fiori nella quale si era immersa.

Qui, d’un tratto i suoi occhi irradiati dalla calda luce, brillarono come oro, rapiti dallo spettacolo di quel manto di colori, che al suo sguardo si aprì.

Con delicatezza si abbassò, per guardare da vicino quei piccoli fiorellini che con gentilezza le accarezzavano la pelle.

Anthea osservò incuriosita che questi fiori erano diversi dai fiorellini che la mamma aveva piantato sulla terrazza o che vedeva nel parco;

Questi fiori oltre che bellissimi, erano anche capaci di parlare e la cosa che più la strabiliava è che lei riusciva a capirli.

Incredula e anche un pò intimidita, preferì rimanere ad osservarli in silenzio.

Quei simpatici fiori non solo si stavano vivendo quell’attimo di “piena vita” che la natura gli stava regalando, ma tra di loro non c’era neanche odio, non esisteva rivalità e tutti erano in armonia tra loro e quell’armonia contagiava anche lei.

Allora Anthea decise di prendere coraggio e iniziò a parlare con questi suoi piccoli nuovi amici…

gli raccontò del magico mondo in cui lei viveva, pieno di grandi televisori, potenti computer e sofisticati piccoli telefoni alla quale ogni persona, nel mondo dei grandi, ne restava per ore incantata.

Questo era il suo mondo, il suo piccolo, grande, paese delle meraviglie, alla quale anche lei ne era affascinata, ma, che anche a volte, la scioccava, perchè molto spesso passava talmente tanta violenza e crudeltà da la spaventava.

Anthea non sapeva come spiegare tutto questo…

Non sapeva come spiegare perchè gli altri bambini ne venivano stregati e perchè solo lei, in cuor suo sentiva che tutta questa violenza, non li faceva stare bene.

Ma i buoni fiori videro calare un pò di malinconia nei sui dolci occhi e così con amore, gli si strinsero forte, per condividere con lei questo momento triste.

Quando ad un tratto, ogni fiorellino, ha iniziato a fare un movimento strano…

Contemporaneamente leggero e veloce, per far cadere un piccolo petalo da ognuno di loro, permettendo così alla piccola Anthea di raccoglierli ma soprattutto di ricordargli che quando nel suo mondo, si sarebbe sentita sola e spaventata, lei si sarebbe potuta ricordare di loro, di questo meraviglioso momento trascorso insieme e da lì prendere tutto il coraggio di cui aveva bisogno per andare avanti, aspettando il tempo in cui anche lei sarebbe diventata grande e si sarebbe potuta prendere cura del suo piccolo, grande, strano mondo.

T.S.

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